Grazie di esserci

15 Maggio 2007 13 commenti

Facendoci anche portavoce della famiglia Caddeo, ringraziamo tutti coloro che hanno dedicato un po’ del loro tempo per leggere e commentare l’articolo inviato, precedentemente alla pubblicazione sul nostro blog, ad organi istituzionali, di stampa, ed emittenti televisive. Ci scusiamo se non abbiamo ricontattato singolarmente ciascuno di voi per dare atto della vicinanza dimostrata. In molti avete esternato il desiderio di attivarvi fattivamente per portare una qualsiasi forma d’aiuto a Sara, Roberto ed i loro genitori. Riteniamo che, al momento, l’unica efficace forma di sostegno possa estrinsecarsi nel dare, in qualsiasi modo, la massima visibilità a questa drammatica situazione che noi abbiamo portato, in qualche misura, alla ribalta. Rimarchiamo il fatto di essere ben consci che quanto rappresentato è sicuramente comune a tantissime altre famiglie. Il nostro intento vuole essere quello di far si che le Istituzioni prestino, incominciando dalla Famiglia Caddeo, un atteggiamento di “maggior attenzione” nei confronti di quelle fasce più deboli che vengono puntualmente trascurate, se non, addirittura, dimenticate. Non scordiamoci, però, anche dei casi relativi ad Azzurra e Riccardo Pio che, pur avendo connotazioni diverse, hanno ancora bisogno della vicinanza di noi tutti ILGIARDINODELCUORE LAVOCEDELLACOSCIENZA

FIGLI DI UN DIO MINORE???????

11 Maggio 2007 58 commenti

FIGLI DI UN DIO MINORE??????? Su specifica autorizzazione di Carlo e Luisa Caddeo, abbiamo provveduto ad inviare copia del seguente articolo (antecedentemente alla pubblicazione sul nostro blog) agli indirizzi elencati nelle note di fine pagina, col solo intento di dare una maggiore visibilità alla toccante disagiata situazione in cui versa questa famiglia e con la speranza che questa semplice iniziativa possa sortire l’effetto di risvegliare quelle coscienze che, forse solo per pura disattenzione, sono state sinora sopite. Carlo e Luisa, rispettivamente 46 e 36 anni, genitori di 2 Bambini (Roberto e Sara, di 13 e 10 anni). Carlo, disoccupato. Luisa , casalinga. I due bambini sono portatori da handicap grave(OLIGOFRENIA,LEUCOENCEFALOPATIA E IPOTONIA) , giudicati invalidi al 100% ed i genitori percepiscono un totale di 8oo euro al mese quale indennità di accompagnamento . Inoltre, in virtù di quanto previsto dalla legge 162/1998, vengono erogati alla famiglia servizi di assistenza quali: accompagnamento dei bambini da casa a scuola e viceversa; supporto terapeutico psicologico (musicoterapia) e ausilio educativo mediante educatrice che permane nel loro domicilio 2 ore al giorno. Cosa dice questa legge????? In sintesi il legislatore ha voluto affermare un sacrosanto principio che si riassume così: “ 1- ter)……… a disciplinare, allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici, le modalità di realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia” . L’esclamazione mi pare d’obbligo: “ALLA FACCIA DELLA GARANZIA DI UNA VITA INDIPENDENTE!!!!!!!”. Se con gli interventi attualmente adottati a favore di Roberto e Sara si ritiene di assicurare il diritto summenzionato , la pretesa mi sembra, francamente, un pò “eccessiva”!!! Questi 4 “cittadini Italiani”, , vivono in un piccolo comune della Sardegna , Vallermosa in provincia di Cagliari, in una abitazione per la quale corrispondono un canone di locazione pari a 225 euro mensili e, ciliegina sulla torta, come se non bastasse……hanno in corso già dal 2006 una richiesta di sfratto. Non so se sorvolare sul fatto che tale abitazione , oltre a non essere dotata di impianto di riscaldamento è anche particolarmente umida. Carlo e Luisa, ovviamente, sin dal 2002 hanno richiesto l’assegnazione di un alloggio IACP( e, a naso, mi sembra che ne ricorrano tutte le condizioni!!!!).Tale richiesta è stata , per ultimo, reiterata nel 2006.Ma, anche su questo fronte, tutto tace!!!!! Il padre Carlo , da pochi giorni e dopo un lungo periodo di disoccupazione, ha reperito un lavoro temporaneo, che avrà termine nel prossimo agosto, presso un’azienda privata. Lo stesso, per esempio, non ha mai usufruito dell’istituto dei “lavori socialmente utili” che, se non vado errato, sono stati concepiti dal legislatore con la seguente finalità: “Si definiscono lavori socialmente utili le attivita’ che hanno per oggetto la realizzazione di opere e la fornitura di servizi di utilita’ collettiva, mediante l’utilizzo di particolari categorie di soggetti” Dopo questa breve, ma dovuta, premessa descrittiva della situazione famigliare di Carlo e Luisa e dei loro due bambini , pur rendendomi conto che situazioni del genere sono certamente comuni a molte altre famiglie, mi sorge spontaneo pormi alcune domande alle quali, però, non riesco a dare alcuna risposta. Da qui le conclusioni: partendo dal presupposto ( assolutamente non trascurabile) che sia il comune di Vallermosa che la Regione Sardegna , che il nostro Stato sono al momento amministrati da coalizioni di centro-sinistra e considerando che ideologicamente queste coalizioni politiche professano di essere particolarmente attente al “sociale”, di essere decisamente “vicine” alle fasce più deboli , viene da chiedersi se si pensa che per scongiurare i problemi sociali basti, come per magia, la volontà politica . Forse ci si preoccupa del “modello” ma non ci si prende cura delle specificità sociali che incidono fortemente sulla sua applicazione pratica????? Forse anche Carlo e Luisa si stanno chiedendo cosa significa porre attenzione e tutela nel confronti delle fasce più deboli e se le tristi problematiche di questi “figli di un Dio minore” vengono appositamente sminuite sino al punto di renderle invisibili proprio perché è comodo ed edificante parlarne ma, ahimè, forse troppo impegnativo e poco remunerativo risolverli . Forse si stanno chiedendo, anche, se questi grandi uomini di sinistra ( ideologia nella quale, comunque, continuo ad identificarmi) si sono scordati che ci sono ancora dei piccoli problemini da risolvere come la disuguaglianza e la povertà ; come la convinzione , sempre più radicata nell’anima di questi “figli di un Dio minore”, che tutto sia solo ed elusivamente una questione di soldi , compresa la salute, la serenità e persino la fantasia. Carlo e Luisa non stanno chiedendo elemosine, reclamano solo, in virtù anche della loro particolare ed eccezionale situazione famigliare, la possibilità di poter disporre di un umile alloggio e di un “qualsiasi” lavoro che gli permetta di assicurare ai loro figli , se non una vita decorosa, almeno una vita…., visto che quella che quotidianamente affrontano adesso , non può neanche essere definita tale. Questa famiglia, paradossalmente, non vuol denunciare nessun senso di ingiustizia, vuole solo richiamare l’attenzione degli Organi Istituzionali affinché concretamente accertino il loro stato di indigenza, ma , altrettanto concretamente , qualora tale condizione venga riscontrata, pongano in essere quel senso di attenzione e solidarietà tanto declamato ma mai, sinora, applicato nei loro confronti. P.S.: le notizie riportate in questa nostra “lettera”, destinata a chiunque creda ancora anche solo in barlume di giusta Giustizia, sono stati fornite dai genitori due bambini che, da qualche mese, hanno attivato un blog sulla piattaforma Tiscali Sara e Roberto e con i quali abbiamo avuto diversi contatti telefonici. Citiamo, dietro specifica autorizzazione, della famiglia, l’indirizzo esatto della stessa: Carlo e Luisa Caddeo Via Roma, 62 09010 – Vallermosa (CA) cell. 349-2534234 NOTE: articolo inviato a: 1)Presidenza Regione Sardegna – Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale Igiene e Sanità e Assistenza Sociale http://www.regione.sardegna.it/contattaci.html 2) Le Iene http://www.iene.mediaset.it/segnalazioni.shtml 3) Redazione tg5 http://www.tg5.mediaset.it/dillo/dillo.html 4) Barbara Palombelli posta.tg5@mediaset.it 5) Redazione tg5 mediaset redazionetg5@mediaset.it 6) Beppe Grillo segnalazioni@beppegrillo.it 7) Videolina redazione giornalistica videolina@videolina.it 8) S.O.S Gabibbo gabibbo@mediaset.it 9) La Nuova Sardegna cagliari1@lanuovasardegna.it 10) Unione Sarda unione@unionesarda.it 11) La Repubblica repubblicawww@repubblica.it larepubblica@repubblica.it rubrica.lettere@repubblica.it 12) Il corriere della Sera http://www.corriere.it/scrivi/bit.shtml 13) Il Giornale http://www.ilgiornale.it/scrivi.pic1 14) L’Unità lettere@unita.it 15) Rai 3 tgr@rai.it
Riferimenti: Sara e Roberto

Grazie

5 Maggio 2007 14 commenti

Un sentito GRAZIE a Mosaiko per la bellissima sorpresa

La madre speciale

1 Maggio 2007 26 commenti

Vi è mai capitato di chiedervi come vengano scelte le madri di figli imperfetti? In qualche maniera riesco a raffigurarmi Dio che dà istruzioni agli angeli, che prendono nota in un registro gigantesco. “Armstrong, Beth, figlio. Santo patrono Matteo”. “Forest, Marjorie, figlia. Santa patrona, Cecilia”. “Rutledge, Carne, gemelli. Santo patrono… diamo Gerardo. E’ abituato alla scarsa religiosità”. Finalmente, passa un nome a un angelo e sorride: “A questa, diamole un figlio handicappato”. L’angelo è curioso. “Perché a questa qui, Dio. E’ così felice”. “Esattamente”, risponde Dio sorridendo. “Potrei mai dare un figlio handicappato a una donna che non conosce l’allegria? Sarebbe una cosa crudele”. “Ma ha pazienza?”, chiede l’angelo. “Non voglio che abbia troppa pazienza, altrimenti affogherà in un mare di autocommiserazione e pena. Una volta superati lo shock e il risentimento, di sicuro ce la farà”. “Ma, Signore, penso che quella donna non creda nemmeno in Te”. Dio sorride. “Non importa. Posso provvedere. Quella donna è perfetta. E’ dotata del giusto egoismo”. L’angelo resta senza fiato. “Egoismo? E’ una virtù?”. Dio annuisce. “Se non sarà capace di separarsi ogni tanto dal figlio, non sopravvivrà mai. Sì, ecco la donna cui darò la benedizione di un figlio meno che perfetto. Ancora non se ne rende conto, ma sarà da invidiare. Non darà mai per certa una parola. Non considererà mai che un passo sia un fatto comune. Quando il bambino dirà ‘mamma’ per la prima volta, lei sarà testimone di un miracolo e ne sarà consapevole. Quando descriverà un albero o un tramonto al suo bambino cieco, lo vedrà come poche persone sanno vedere le mie creazioni. Le consentirò di vedere chiaramente le cose che vedo io – ignoranza, crudeltà, pregiudizio, – le concederò di levarsi al di sopra di esse. Non sarà mai sola. Io sarò al suo fianco ogni minuto di ogni giorno della sua vita, poiché starà facendo il mio lavoro infallibilmente come se fosse al mio fianco”. “E per il santo patrono?”, chiede l’angelo, tenendo la penna sollevata a mezz’aria. Dio sorride. “Basterà uno specchio”. (Erma Bombeck)

Una nuova luce

1 Maggio 2007 16 commenti

Un sorriso scalda il cuore di chi lo riceve ed ammorbidisce quello di chi lo dona Dieci, cento, mille sorrisi, affinché il sole della vostra vicinanza riesca almeno ad intiepidire i giovani cuori di questi bimbi. Dieci, cento, mille mani per una carezza che dia sollievo al dolore di queste famiglie. Dieci, cento, mille parole, per mitigare la stanchezza di due genitori che non riuscivano più a sperare. Un grande Girotondo per trasformare un grande sogno, nella giusta realtà. Un unico grido per invocare e ristabilire un senso di giustizia che è stato precluso, per svegliare gli animi di chi ancora non sa o non vuol sapere. Un unico grido che scuota le sopite coscienze istituzionali, affinché si facciano carico del disagio, costantemente trascurato, di una parte della collettività che ha il DOVERE di tutelare Un unico grande coro che dia luogo ad una sinfonia che rassereni i sonni dei nostri cari amici. Facciamo in modo che il loro cielo sia, di giorno in giorno, sempre più colmo di stelle tanto da illuminare di una diversa, nuova, intensa luce le loro grigie esistenze.
Riferimenti: voci nel silenzio

Danza Lenta

30 Aprile 2007 10 commenti

Per gentile concessione di LIVA pubblichiamo un suo articolo: Questa poesia è stata scritta da una adolescente malata terminale di cancro. E’ stata spedita da un medico. Accertati di leggere anche ciò che è scritto nelle frasi finali dopo la poesia. DANZA LENTA Hai mai guardato i bambini in un girotondo? O ascoltato il rumore della pioggia quando cade a terra? O seguito mai lo svolazzare irregolare di una farfalla? O osservato il sole allo svanire della notte? Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce. Il tempo è breve. La musica non durerà. Percorri ogni giorno in volo? Quando dici "Come stai?" ascolti la risposta? Quando la giornata è finita ti stendi sul tuo letto con centinaia di questioni successive che ti passano per la testa? Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce Il tempo è breve. La musica non durerà. Hai mai detto a tuo figlio,"lo faremo domani?" senza notare nella fretta, il suo dispiacere? Mai perso il contatto, con una buona amicizia che poi è finita perché tu non avevi mai avuto tempo di chiamare e dire "Ciao"? Faresti meglio a rallentare. Non danzare così veloce Il tempo è breve. La musica non durerà. Quando corri cosi veloce per giungere da qualche parte ti perdi la metà del piacere di andarci. Quando ti preoccupi e corri tutto il giorno, come un regalo mai aperto . . .gettato via. La vita non è una corsa. Prendila piano. Ascolta la musica. VI PREGO SPEDITE QUESTA EMAIL A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE e magari anche a quelli che non conoscete. E’ la richiesta di una ragazzina speciale che presto lascerà questo mondo a causa del cancro. A questa ragazzina rimangono pochi mesi di vita e come ultimo desiderio ha voluto mandare una lettera per dire a tutti di vivere la propria vita pienamente, dal momento che lei non potrà farlo. Se spedisci questa e mail al maggior numero di persone possibili, potrai dare a Lei ed alla sua famiglia una piccola speranza perchè per ogni nome a cui verrà inviata The American Cancer Society donerà 1 cent per pagare le sue cure ed il piano di tentativo di guarigione. Non ti si chiedono soldi ma solo un po del tuo tempo… Prof. Alessandro Cicognani Direttore Unità operativa di Pediatria, Università degli Studi di Bologna, Policlinico S.Orsola-Malpighi, Via Massarenti 11, 40138 Bologna Tel. studio: +39 051 6364814 Fax: +39 051 390070 E- mail: alessandro.cicognani@unibo.it

Semplicemente GRAZIE!

28 Aprile 2007 23 commenti

La vostra partecipazione al dolore di questa famiglia è già, di per se, uno dei più bei regali che potevate fare. Siamo certi che inizieranno a sentire meno il freddo della “solitudine” e siamo, altresì, sicuri che il vostro interessamento non si limiterà esclusivamente a queste belle espressioni di solidarietà. Noi abbiamo, semplicemente, avuto il privilegio di dare inizio a questo spontaneo e solidale “girotondo” intorno alle vite di 6 persone che hanno sinora dovuto sopportare, non solo il fardello del dramma che il destino potrebbe riservare a ciascuno di noi, ma anche quello (forse molto più pesante) del dover prendere atto di quanto è dolorosa l’indifferenza dei nostri simili. Viene spontaneo, alle persone che credono ancora nel valore della fratellanza e della solidarietà(concetti ormai in via d’estinzione), allontanarsi dalle forme di partecipazione tradizionali per ricorrere “all’azione diretta”. GRAZIE a nome di AZZURRA SARA E ROBERTO RICCARDOPIO e dei loro genitori. GRAZIE, a nostro nome, per aver dimostrato che non siamo solo degli isolati Don Chisciotte alla disperata ricerca “dell’Isola che non c’è”. Quell’Isola c’è……eccome se c’è…., e voi ne siete la prova provata.

Voci nel silenzio

28 Aprile 2007 44 commenti

A volte la “distrazione” degli organi Istituzionali, spesso inibiti nelle loro reali possibilità d’intervento da normative stilate da legislatori che non hanno avuto la SFORTUNA di vivere quotidianamente un dramma che impregna la propria esistenza di un incolmabile senso d’impotenza di fronte all’infelicità dei propri figli, richiede l’attivazione personale d’ogni singolo cittadino di buona volontà che, solo per un istante, riesca ad immedesimarsi nella tragedia che un destino ingestibile ha “caricato” sulle spalle di un padre e di una madre. Facciamo in modo che queste famiglie abbiano, almeno, la sensazione tangibile di sentirsi “meno sole”. Non pretendiamo manifestazioni eclatanti ma sola sincera e convinta partecipazione per realizzare il sogno di questi bimbi….ESSERE MENO SOLI. Azzurra Sara e Roberto RiccardoPio